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19/01/2008

MACBOOK AIR

Cosa c’è nell’aria, tempesta o scirocco?

d5f5395e20c8bf05edc5be036a7e9c8c.pngMartedì 15 gennaio scorso si è tenuto il macworld 2008. Tra le novità accunciate (apple tv ha avuto una grande evoluzione), la più sensazionale ed “attesa” è stata la presentazione del macbook air.
Attesa perchè lo slogan di quest’anno recitava: “c’è qualcosa nell’aria”! Più espliciti di così. Il keynote è stato appassionante: io l’ho seguito in diretta su macity ed ho visto poi il filmato in streaming su apple.com. Oggi è possibile scaricare il filmato dell’intero keynote. Io ho messo il link di apple lounge dove si può vedere la presentazione di macbook air con sottotitoli in italiano.


Il nuovo notebook è uno di quei prodotti che si ama o si odia. E’ il più sottile del mondo (1,9 cm) e pesa 1 chilogrammo appena. Dalle immagini e dai filmati si percepisce sia la leggerezza sia la compattezza del laptop. Dal punto di vista del design, hanno fatto un lavoro immenso a Cupertino: è bello, proporzionato e così piccolo da stare dentro a una busta porta documenti. Il macbook è già piccolo e si presta bene al lavoro in movimento, ma questo è tutta un’altra cosa!
Tra le caratteristiche tecniche che più mi hanno colpito, in positivo, c’è la durata della batteria intorno alle 5 ore. Dopo un anno il mio macbook mi fa ancora 3 ore di lavoro; 5 ore sono un’infinità! C’è poi l’hard disk da 80 giga che è adeguato all’utilizzo; lo schermo da 13 pollici buono per una lettura assidua.
A una prima valutazione, numerosi sono i lati positivi di questa nuova “creatura” di Steve Jobs. Eppure gli aspetti che non mi convincono sono molteplici.
Per primo, il prezzo. In pre-ordine a 1799 dollari, mi sembra davvero tanto. Non per i contenuti tecnologici, che macbook air oggi rappresenta. Tanti perchè con 200 dollari in più acquisti un macbook pro, che a mio parere rappresenta un altra categoria di prodotti informatici. Il consumatore che si può permettere quella cifra (e ribadisco che sono tanti!) è naturale che investa pochi dollari in più per portarsi a casa un notebook che sia dotato di lettore dvd (il macbook air, mi ero scordato, non ne è dotato!), qualche presa usb 2.0 in più (il macbook air ne ha una sola!) e tutte le componente hardware che un professionista dell’editing video, audio o foto ha bisogno.
Per chiudere, oggi Apple è la prima industria informatica al mondo e l’ha dimostrato presentando un notebook coraggioso: ha le possibilità economiche e di mercato per innovare e questo è un dato innegabile.
Il prodotto, personalmente, così come è stato presentato andrebbe, per logica di mercato, venduto ad un prezzo più basso, ma significherebbe dare minor importanza ad un prodotto che invece è ricco di significati (non solo dal punto di vista tecnologico).
Non so quanti laptop macbook air verranno venduti; forse a Cupertino non interessa neanche (vendono già tanti macbook e macbook pro).
Forse mi sbaglio, ma si poteva fare di più!